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Introduzione. Sorta nella seconda metà del ‘400 come semplice cappella dedicata al popolare predicatore francescano Bernardino da Siena, la chiesa venne ampliata una prima volta tra il 1525 e il 1540, dopo che i nobili Porcellana, signori di Roncadelle, ne ebbero acquisito il giuspatronato. Per l’occasione, fu affrescata dal famoso pittore Girolamo Romanino e, poco dopo (1531), venne dotata di campanile. Quando il curato ottenne la facoltà di amministrarvi il battesimo, la chiesa si dotò anche di un bel fonte battesimale in pietra di Botticino, di forma ottagonale, datato 1555. La chiesa fu consacrata ufficialmente il 3 giugno 1565 dal vescovo suffraganeo Vincenzo Duranti. Le dimensioni dell’edificio erano ancora piuttosto ridotte; gli altari laterali erano solamente due. Per volontà dei patroni e del curato Faustino Agosti, l’edificio venne ampliato una seconda volta tra il 1668 e il 1680, quando assunse l’attuale aspetto imponente e compatto. Gli altari laterali divennero quattro, tutti in marmo, mentre le due cappelle in fondo alla navata vennero inizialmente adibite una a battistero e l’altra a deposito per gli stendardi. La chiesa fu arricchita di pregevoli dipinti e di un potente organo. Sul campanile vennero collocate tre campane di bronzo, che nel 1887 diventarono cinque; nello stesso periodo vi fu installato un nuovo orologio meccanico. La chiesa venne prolungata una terza volta nel 1933-35, per iniziativa del parroco Giacomo Contessa, con l’aggiunta di una campata d’ingresso, che occupò quasi tutto il vecchio sagrato e comportò il sacrificio del grazioso protiro ad arcate, che ornava il portale d’ingresso.
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LA FACCIATA Sormontata da un frontone ottuso decorato, la semplice facciata risulta divisa in due parti: il registro superiore è alleggerito da un grande finestrone rettangolare, cui è stata recentemente applicata una vetrata istoriata riproducente il monogramma di S. Bernardino, affiancato da due riquadri incorniciati; la parte inferiore, più avanzata rispetto al corpo dell’edificio, è decorata da lesene, che affiancano il portale centrale (cui sono state recentemente applicate formelle di bronzo con episodi della vita del santo patrono) e il sovrastante dipinto che raffigura S. Bernardino mentre predica alla folla. |
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Vista dell'interno L’interno è a navata unica con sei nicchie laterali adibite a cappelle. Le alte pareti, ritmate da paraste doriche e da arconi a tutto sesto, sono ornate da grandi tele ad olio e da decorazioni a fresco, tra cui si notano i dodici medaglioni degli apostoli. La volta a botte, segnata da membrature e da grandi unghioni in corrispondenza delle dieci finestre laterali, è affrescata e decorata: di un certo interesse sono le figure dei quattro evangelisti sulla base della volta. Il presbiterio, rettangolare e leggermente rialzato rispetto alla navata, è ornato da importanti tele, dal coro ligneo con stalli del ‘700, da due cantorie in legno dipinto e dorato (una delle quali sostiene il prezioso organo) ed è sormontato da un grande capocielo dipinto in azzurro con una colomba al centro. La pavimentazione, in marmo rosso e bianco, è recente (1980). |
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Il fonte battesimale Tra le opere più antiche della parrocchiale vi è il fonte battesimale in marmo bianco, che conserva un alto valore simbolico per la comunità locale. La data di costruzione (1555) è incisa sul punto di innesto tra il fusto e la vasca. Il fonte è composto da un ampio piede ottagonale, da un fusto ottagonale ornato da scudi scalpellinati e da una vasca a costole. Lungo la goletta corre la scritta Non potest introire in Regnum Dei nisi qui renatus fuerit ex aqua et Spiritu Sancto (Non può entrare nel Regno di Dio se non chi sia stato rigenerato dall’acqua e dallo Spirito Santo). Il coperchio emisferico in rame sbalzato è opera recente. |
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Organo Ricostruito nel 1892 dalla ditta Porro-Maccarinelli di Brescia con criteri tonolliani, evidenti nella robustezza e nel timbro, l’organo utilizza canne interne ed ancie di provenienza più antica, probabilmente del ‘600. E’ dotato di 32 registri, 58 tasti, pedaliera a leggìo di 19 pedali, soniere a vento. L’organo è una delle opere più preziose della parrocchiale. |
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